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NotizieAnpas Sicilia: “pre-occuparsi del territorio per non preoccuparsi”

Anpas Sicilia: “pre-occuparsi del territorio per non preoccuparsi”

di Giovanni Albanese

“Presto a Boccadifalco un’accademia di formazione per la formazione in protezione civile dei volontari e delle istituzioni”. Lo ha annunciato il capo della protezione civile della Regione Siciliana, Calogero Foti, nel convegno organizzato sabato a Messina nell’ambito della Conferenza di Organizzazione di Anpas Sicilia. Sul tema “Città… Indifese … Città in…difesa dei cittadini. Il volontariato si pre…occupa dei rischi naturali: la cultura della prevenzione” sono intervenuti relatori del calibro di Marco Mucciarelli (Docente Universitario di Sismica e Direttore dell’O.G.S.) e Angelo Masi (Docente di Ingnegneria Sismica e rappresentante di ReLuis).

Calogero Foti (nella foto a sinistra, insieme a Fabrizio Pregliasco e Fausto Casini) ha ringraziato i volontari di Anpas Sicilia, “perché ci siete e pure numerosi, oggi sono io ad imparare da voi, a comprendere cosa può tornarvi utile per un valido supporto. La nostra sfida è formare cittadini realmente attivi e solidali, formati e preparati”.

Nei saluti istituzionali, il presidente regionale di Anpas Sicilia, Lorenzo Colaleo, ha mostrato con orgoglio “i volontari provenienti da tutta la Sicilia, gente che vuole scommettersi per promuovere la cittadinanza attiva”. Lo stesso dirigente del servizio di Messina del Dipartimento di Protezione Civile, Bruno Manfrè, ha ringraziato “i volontari Anpas perché s’interrogano su tematiche d’interesse comune che riguardano il nostro territorio”. Poi il presidente del Vol.Si., Santo Carnazzo, che ha spiegato come “il volontariato può essere il vero motore di questa terra, in Sicilia bisogna però superare la logica dell’evento per prevenire”.

Marco Mucciarelli (nella foto a destra) è entrato subito nel cuore della questione: “Dobbiamo pre-occuparci per non preoccuparci, se in passato avessimo raccontato i rischi del territorio, magari avremmo potuto evitare i tanti disastri degli ultimi anni nel nostro territorio nazionale. Ecco perché bisogna istruire i volontari in tempo di pace”.

Parlando del rischio sismico, poi, Angelo Masi (nella foto sotto), ha spiegato che “servirebbero tempi più brevi per gli interventi di mitigazione e per più informazione per i cittadini, che spesso non sono consapevoli dei rischi del territorio in cui vivono”.

Il presidente di Anpas Toscana, Attilio Farnesi (nella foto a destra), ha tenuto a sottolineare che "gli eventi disastrosi degli ultimi anni hanno un comune denominatore, quello che i cittadini non sanno cosa fare. Dalle alluvioni toscane, a quelle siciliane, alle ultime sarde, siamo chiamati a farci promotori di esercitazioni, che possano prendere in considerazione possibili scenari. Non si può morire in un alluvione".

Mauro Giannelli, vice presidente vicario di Anpas Nazionale, ha spiegato come sia “necessario fare interagire con i cittadini volontari formati alla comunicazione e alle relazioni, affinchè possano essere promosse attività sinergiche con la cittadinanza”.

Poi Carmine Lizza, responsabile di protezione civile di Anpas Nazionale, ha portato sulla questione sul piano operativo, sostenendo che “i comuni non devono solo dotarsi dei piani comunali di protezione civile fatti perbene, ma devono anche sperimentarli con i cittadini e i volontari”.

Nel convegno è intervenuto anche il presidente di Anpas Nazionale, Fabrizio Pregliasco, che ha spiegato come “per ottenere risultati che facciano la differenza in protezione civile serve formare e informare la popolazione per prevenire i rischi”.

A seguire la visita del deputato europeo Sonia Alfano (nella foto sopra con Lorenzo Colaleo e Fabrizio Pregliasco), che ha parlato ai volontari della sua esperienza personale nel settore operativo della protezione civile e affrontato schiettamente il ruolo che il volontariato ricopre nel sistema. “Non si possono utilizzare i volontari come tappabuchi – ha detto -. Le istituzioni devono farsi carico delle loro responsabilità e soprattutto prendere coscienza che nelle associazioni c’è chi può mettere a disposizione grande esperienza per prevenire i rischi del territorio”.

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LA SINTESI DEL CONVEGNO IN 6 SCATTI DI LUCIA BAIUNCO (CLICCA QUI)

FOTO di Egidio Gangichiodo

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