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Saponara, cinque anni dall’alluvione

Saponara, 23 novembre 2011 (di Miriam Colaleo) – Una sala gremita di cittadini e volontari quella di ieri al centro ludico ricreativo di Cavaliere (Messina), dove Anpas Sicilia e la pubblica assistenza Rivivere a colori Saponara hanno voluto ricordare l’alluvione che cinque anni fa colpì le zone del messinese e che causò la morte di tre persone.

Un momento di incontro per i volontari in divisa arancione che cinque anni fa entrarono a Saponara per liberarla dal fango e se ne andarono commossi tra gli applausi dei saponaresi così come ha ricordato da Graziella, della pubblica assistenza di Agira, che in quell’occasione gestì la cucina del campo:
“A parte il fango che era ovunque e che arrivava fin sopra gli sportelli delle macchine, mi ricordo l’emozione di andare via da Saponara con tutti i cittadini affacciati al balcone che applaudivano e ci ringraziavano”.

Ma non solo una serata per ricordare ed emozionarsi ma anche per ribadire l’importanza della prevenzione e della pianificazione dei rischi così come ricordato da tutti, dal Sindaco di Saponara, Nicola Venuto al capo dipartimento di protezione civile della regione siciliana, Calogero Foti. E proprio in quest’ottica è stato presentato il progetto europeo Adapt che vede Samaritan International come capofila e Anpas tra i partner. Aurelio Dugoni, presente come referente del progetto, ha mostrato il data base che verrà affidato al comune di Saponara e nel quale si potrà avere un elenco delle persone vulnerabili così da velocizzare la macchina dei soccorsi in caso di bisogno perché tra gli obiettivi di Adapt c’è proprio il miglioramento dell’assistenza a disabili e anziani in emergenza.

Egidio Pelagatti, responsabile operativo di protezione civile di Anpas, ha voluto ringraziare i volontari che in quelle settimane si sono adoperati per i comuni colpiti dall’alluvione: “Siamo qui anche e soprattutto per non dimenticare quello che è successo cinque anni fa, il nostro impegno da volontari è anche quello di diffondere la cultura di protezione civile. La campagna “Io non rischio” che Anpas ha ideato insieme al dipartimento di protezione civile nazionale mira proprio verso quella direzione: una maggiore consapevolezza dei rischi da parte di tutti i cittadini”.
Per Lorenzo Colaleo, presidente di Anpas Sicilia: “Tutti i comuni dovrebbero munirsi del piano comunale di protezione civile che è uno strumento di primaria importanza se vogliamo che non succeda mai più un 22 Novembre come quello del 2011 o un 2009 come a Scaletta Zanclea. La memoria collettiva dimentica in fretta questi avvenimenti e il nostro compito, invece, è ricordare che viviamo in una terra piena di rischi e che tutti noi possiamo fare qualcosa per mitigarli”.
Dello stesso avviso anche Calogero Foti, capo dipartimento di protezione civile regione siciliana, che ha ringraziato i volontari e si è complimentato con la pubblica assistenza di Saponara perché ha saputo tramutare le emozioni di quel tragico evento in forza per nascere, formarsi e informare i cittadini sui rischi. 
Foti, ha continuato ricordando anche l’impegno del dipartimento regionale: “Abbiamo creato un’app che si chiama “Anch’io segnalo” che è aperta a tutti i cittadini e serve per segnalare i rischi in tempo reale.”

 

A fine serata è stata inaugurata la mostra "Penta Pinta Pin Però", di Anpas nazionale, che ha come soggetto le fotografie del campo Anpas di Amatrice fatte dai bambini del campo. 
 

L’ANPAS è un’organizzazione di volontariato senza fini di lucro diffusa su tutto il territorio italiano. Attualmente, ad essa aderiscono 880 pubbliche assistenze e 282 sezioni. A livello europeo Anpas fa parte della rete SAMI – Samaritan International.

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