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ComunicazioneNon solo l’8 Marzo, sei storie di donne di Anpas Sicilia

Non solo l’8 Marzo, sei storie di donne di Anpas Sicilia

Enna, 8 marzo 2017 (di Miriam Colaleo) – Nella “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne” non potevamo non fermarci per parlare delle straordinarie donne di Anpas Sicilia. Studentesse, lavoratrici, mamme, figlie ma anche volontarie. Abbiamo chiesto a sei di loro di raccontare le loro esperienze nelle pubbliche assistenze, un modo per fare un tributo a tutte le volontarie che ogni giorno indossano una divisa e migliorano un po’ il nostro mondo.



Mariella Toro (VSPC Noto (SR). Responsabile operativo regionale di protezione civile) Nel 1996, quando rientrai a Noto, si iniziava a parlare anche in questo "estremo sud" di protezione civile. Il bisogno di capire cosa io potessi realmente fare per gli altri mi coinvolse completamente. C’era ancora tutto da fare, da costruire, da inventarsi. Mi sono subito messa in gioco fondando la seconda associazione di protezione civile della provincia di Siracusa. La mia prima partecipazione ad una emergenza fu Marche – Umbria del 1997. Negli anni rho sperimentato la possibilità di trasmettere la passione per quello che ognuno di noi può fare quotidianamente per gli altri e trasmettere l’amore di quel grazie che ricevi. Nella grande Casa e famiglia Anpas ho trovato il luogo e le idee ed i valori che sempre di più mi aiutano nelle difficoltà che in questo momento attraversa il volontariato di protezione civile. Il ruolo di coordinatore regionale mi ha dato e mi da la possibilità di incontrare molti volontari con cui condividere non solo una passione ma anche i valori che ci accomunano. 



Giuliana Alloro, (Ente corpo volontari protezione civile Enna) Ho iniziato la mia esperienza nella pubblica assistenza della mia città poco più di un anno fa.
Tutto è cominciato con la curiosità di operare in ambulanza, essendo una studentessa di medicina, mi hanno subito incuriosito i racconti di mie amiche già da tempo volontarie.
Quando ho cominciato a frequentare il corso di primo soccorso, quasi per caso, non pensavo che avrei trovato un luogo pieno di entusiasmo e di gioia.
Così sono passata dall’idea di frequentare la struttura solo per qualche turno in ambulanza ogni tanto, al sentirmi obbligata moralmente a stare in sede in piena sessione di esami durante l’emergenza neve, studiando tra uno squillo del telefono e un altro, prendendo una pausa dallo studio circondata da facce amiche e mettendo la divisa la sera invece di riposarmi dopo una giornata tra i libri. Tutto per la semplice gioia di farlo e per la passione che tutti noi mettiamo sia nell’aiutare la nostra pubblica assistenza ma soprattutto la comunità intera. Da studentessa fuori sede è bello per me tornare a casa e trascorrere il poco tempo a disposizione in pubblica assistenza, dove ho trovato non solo tante amicizie, ma anche la persona che oggi mi sta accanto e con cui condivido questa passione, e la quotidianità in generale.
Con il passare del tempo, ho scoperto che il volontariato non è solo fare del bene agli altri, ma anche a se stessi, è un’attività che mi rende pienamente orgogliosa di quello che faccio, e che mi ha fatto capire quanto sia soddisfacente, dopo una notte in bianco e una giornata fuori in mezzo al freddo, ricevere un grazie che viene dal cuore!
Insomma per tutti questi motivi e per altri che probabilmente ancora dovrò scoprire, sono felice di aver indossato un anno fa quella divisa arancione!



Maria Grazia Balistreri (Associazione Volontari del Soccorso Santa Croce Camerina (RG)) La mia esperienza nel mondo del volontariato nasce nell’età adolescenziale militando tra i banchi dell’azione cattolica e dell’oratorio parrocchiale. Dopo diversi anni anche come animatrice al Grest e l’esperienza del servizio civile presso la Caritas ho deciso di iscrivermi in pubblica assistenza a Santa Croce Camerina, da lì ho scoperto un mondo tutto nuovo: l’assistenza sanitaria e la protezione civile.
Oggi mi ritrovo a gestire la segreteria associativa in tutti i suoi aspetti burocratici, ma sono anche una volontaria attiva svolgendo sia servizi socio – sanitari che protezione civile.
Essere Volontaria per me significa mettersi a disposizione, saper ascoltare, saper dare, ricevere e fare qualcosa in più per qualcuno che ne ha bisogno. Se devo ripensare a questi miei 5 anni vissuti in pubblica assistenza non potrò mai dimenticare il primo servizio in ambulanza in codice rosso durante il servizio di guardia medica turistica, i sorrisi e le strette di mano dei pazienti trasportati in ambulanza, che nonostante la loro sofferenza riescono a trasmetterti qualcosa e soprattutto la voglia di "sorridere alla vita" dei nostri amici diversamente abili, ti aiuta a capire quali sono le vere priorità.
Essere volontaria per me è una”missione”: scegli di dedicare il tuo tempo libero agli altri. Un’esperienza che ti gratifica e ti fa stare bene nello stesso tempo.




Sharon Alessi  (La Provvidenza Marsala (TP). In questo momento svolge servizio civile nella pubblica assistenza.) La mia esperienza di volontariato nasce già qualche anno fa presso la pubblica assistenza ” La Provvidenza” Anpas di Marsala. Ho deciso di iscrivermi perché da sempre dentro di me ho nutrito la voglia e il desiderio di aiutare. Nella pubblica assistenza svolgo diverse attività servizio Emergenza Urgenza Eccedenza 118, supporto a disabili ed anziani nello svolgimento della loro vita quotidiana, trasporto pazienti in trattamento emodialitico, trasporto pazienti per visite, consulenze ed esami ambulatoriali e quant’altro necessario all’esigenze dell’utente, inoltre svolgo assistenza sanitaria a manifestazioni ed eventi sportivi di qualsiasi genere, attività di Protezione Civile con campagne di sensibilizzazione e Prevenzione “IO Non Rischio”. Il volontariato più che arricchirmi ha cambiato radicalmente la mia vita ed è un’esperienza che consiglio a tutti, a qualsiasi età, perché per donare e ricevere amore il tempo è infinito.




Graziella Ensabella, (pubblica assistenza Agira (EN)) Ho iniziato a fare volontariato trascinata da amici, ma la verità è che non sapevo nemmeno cosa significasse protezione civile. Solo durante il terremoto in Abruzzo, nel 2009, ho scoperto davvero la passione verso il volontariato e la protezione civile e da lì non mi sono più fermata. Oggi continuo a essere il presidente della pubblica assistenza, ad affrontare ogni giorno i mille problemi e a sentire il peso delle responsabilità, compreso un gruppo giovani che mi impegna moltissimo. L’associazione, il volontariato e l’Anpas è ormai un pezzo della mia vita inscindibile dal resto.




Rosalia Milazzo
,  (Angeli per la vita di Castelvetrano. Responsabile regionale settore sociale e migranti) Ho iniziato 15 anni fa occupandomi e “preoccupandomi” degli altri e non sempre è stato facile, soprattutto in relazione ai miei impegni di moglie e madre. Mi sono occupata sempre di sociale ma ho partecipato attivamente anche ad alcune emergenze di protezione civile, Giampilieri 2009 e L’Aquila per citarne alcune. Per me il volontariato è una missione di vita e credo che il segreto sia credere nel cambiamento e nel bene comune, nonostante le difficoltà. Il mio motto è ormai “Insieme si può” proprio come il titolo del progetto che in questi due anni ha coinvolto noi e i tanti migranti che abbiamo accolto nelle nostre pubbliche assistenze.


L’ANPAS è un’organizzazione di volontariato senza fini di lucro diffusa su tutto il territorio italiano. Attualmente, ad essa aderiscono 880 pubbliche assistenze e 282 sezioni. A livello europeo Anpas fa parte della rete SAMI – Samaritan International.

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