Enna, il corso per i comunicatori delle pubbliche assistenze

(di Antonio Gulino e Erika Sallemi) Sabato 9 e domenica 10 giugno la sala congressi del Gran Hotel sul Lago di Pergusa (Enna) ha ospitato il corso formativo sulla comunicazione per le pubbliche assistenze presenti nella rete Anpas. L’evento, organizzato dal comitato regionale Anpas, finanziato dal CSVE, dal Cesvop, dal Cesve e dal COGE (Comitato di gestione fondi per il volontariato), ha visto impegnati 20 responsabili comunicatori di alcune pubbliche assistenze siciliane.
A tenere il corso Miriam Colaleo, responsabile comunicazione Anpas Sicilia, e Ugo Cerrone, comunicatore colonna mobile nazionale Anpas.
I temi affrontati hanno riguardato principalmente il rapporto tra le pubbliche assistenze e i media tradizionali (giornali, riviste, tv e radio), l’utilizzo corretto dei social network da parte delle pubbliche assistenze e il punto di vista sulla comunicazione secondo Anpas.
Ampio spazio è stato dedicato alla comunicazione in protezione civile: sono state esaminate le 4 tipologie di comunicazione (previsione, prevenzione, soccorso, post emergenza) e per ciascuna di essa sono state fornite delle indicazioni utili per ottenere una maggiore efficacia ed efficienza comunicativa.
Particolare attenzione, inoltre, è stata posta al comportamento dei volontari sui social: sono stati esaminati casi in cui sia l’interazione che la presenza social di alcuni volontari presentano situazioni limite e comportamenti assolutamente da evitare.
Il corso full-immersion è stato caratterizzato anche da momenti di confronto tra i responsabili e i partecipanti e da laboratori di scrittura e di comunicazione: i comunicatori presenti, infatti, hanno simulato la scrittura di una nota stampa a seguito di un evento sismico realmente accaduto.

Il punto di vista di Sonia Pecorella, partecipante al corso:
Uno dei rischi della comunicazione moderna è che si voglia convincere più che informare.
Questo, uno dei temi affrontati in occasione delle due giornate formative sulla comunicazione, promosse
da Anpas Sicilia, nei giorni 9 e 10 giugno.
La moltiplicazione esponenziale dei soggetti che utilizzano i social media, l’aumento incontrollato della
circolazione di informazioni spazzatura e fake news, il diritto della libertà di espressione falsamente
propagandato per far valere i totalitarismi sulle democrazie, impongono per forza di cose un momento di
riflessione.
Sulla base di questo scenario, quale importanza deve avere un comunicatore Anpas? La risposta è dettata dal buon senso: chiamato a rivestire un ruolo doppiamente responsabile, il bipolarismo che ne viene fuori è solo apparente. Infatti, le responsabilità che egli ha nei confronti delle persone che lo ascoltano oggi, sono le stesse che avrà domani, nella costruzione di un mondo nuovo per le generazioni future.
L’espressione “comunicare il rischio, il rischio di comunicare” fa comprendere perfettamente quanto sia
importante prendersi in giusto tempo per diffondere le informazioni, specialmente in emergenza. Una
informazione passata troppo rapidamente e/o mal interpretata, fatta solo per arrivare per primi o peggio
per mostrarsi più bravi, può avere delle conseguenze irreparabili. Il rischio più grande è di non essere più
credibili e fine della storia.
Tuttavia, qui non è soltanto questione di giocarsi la reputazione. Bisogna capire che pur perseguendo il
dovere morale di trasmettere onestamente le informazioni, non ci si può permettere di fare errori stupidi
dettati da imprudenza o imperizia, perché spesso è di vite umane che si sta parlando, quando ad essere
toccati, sono argomenti come alluvioni o terremoti.
Comprendere questo, significa anche adottare toni sommessi. Il messaggio “siamo noi, solo noi, sempre noi”, non può e non deve passare e non perché appartiene ormai al passato, ma perché non ci appartiene affatto. Le difficoltà riscontrate nel fare la giusta sintesi tra la miriade di informazioni che ci vengono date ogni giorno, non ci deve portare a credere che la comunicazione si possa risolvere guardando al proprio “io” o semplificando il tutto dando un ruolo chiave alle proprie azioni.
La comunicazione cambia, si modernizza, pensare di essere fuori da un mondo social è inconcepibile, tuttavia guai a farsi trascinare dal “rumore” di fondo. Allora, meglio star zitti.
 

 

 

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