Protezione Civile: il Vol.Si. ha incontrato Calogero Foti per discutere di strategie comuni

di Giovanni Albanese

 Le maggiori organizzazioni di volontariato di Protezione civile della Sicilia e i vertici del Dipartimento regionale di Protezione civile si sono confrontate sabato mattina all’Hotel Federico II di Enna, per iniziativa del Vol.Si., Federazione dei Coordinamenti di volontariato siciliano.

Dando seguito al percorso avviato il mese scorso con gli “Stati generali del Volontariato di Protezione civile”, organizzato dal Drpc con la collaborazione del Vol.Si., le Organizzazioni aderenti hanno incontrato il dirigente generale della Protezione civile siciliana, Calogero Foti, che ha fornito indicazioni interessanti circa l’elaborazione di strategie comuni per la salvaguardia e la qualificazione del volontariato di questo mondo.

“L’idea è quella di valorizzare le organizzazioni di volontariato valide e concrete, che non c’entrano nulla con quelle che esistono solo sulla carta e non danno mai seguito alle attività – ha detto Foti -. Stiamo rivedendo le normative relative al volontariato in protezione civile, affinchè i volontari siano messi nelle condizioni di dare il loro contributo alle istituzioni in un ruolo più identificato e meno improvvisato”.

Il presidente del Vol.Si, Santo Carnazzo, si è fatto portavoce di una rete, quella del Volontariato Siciliano, che vede tante associazioni che si occupano quotidianamente della materia di protezione civile, valorizzando particolarmente l’aspetto della prevenzione.

In questo senso, sono stati particolarmente apprezzati gli interventi del presidente regionale di Anpas Sicilia, Lorenzo Colaleo, del direttore Aurelio Dugoni e del responsabile regionale di protezione civile Anpas natale Pitronaci, che hanno messo in risalto le criticità esistenti all’interno delle pubbliche assistenze per formare i volontari e soprattutto garantire loro le assicurazioni, specie in questo momento di crisi. Entrambi hanno rinnovato l’ampia disponibilità a trovare insieme alle istituzioni una sinergia sempre più forte per proseguire un’opera di sensibilizzazione nei confronti di chi la protezione civile continua a vederlo, purtroppo, come strumento unicamente nelle situazioni di emergenza.